I coworking meglio che stare a scuola

Articolo di @chefuturo

"Che meraviglia lavorare al Talent Garden! (Quasi meglio che stare a scuola)"

http://www.chefuturo.it/2014/09/che-meraviglia-lavorare-al-talent-garden-quasi-meglio-che-stare-a-scuola/

e gli articoli sulla scuola dal blog #VOD http://www.vodblogsite.org/weblog.html, di come può formare i futuri cittadini digitali

http://www.vodblogsite.org/indice-blog/551-una-scuola-per-formare-i-futuri-cittadini-digitali-conversazione-con-dianora-bardi.html

http://www.vodblogsite.org/indice-blog/554-visioni-dirompenti-della-conoscenza.html

#intelligentschooldesign 2014

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Affrontare felicemente le innovazioni

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Questo pezzo nasce dal brainstorming via Skype tra Giacomo Tomasini, Giuseppe Longhi, Linda Comerlati e Nicola Preti.
 
Il progetto BKC (Bassano Knowledge City) si sta evolvendo assieme alla sua agenda. Gli scopi dichiarati sono il decoupling (http://issuu.com/vod_group/docs/vod_article_15_lc) come rinnovo del sistema di produzione e delle infrastrutture urbane, cogliendo le innovazioni “distruttive” come nuove opportunità.
 
Il modello di progettazione è un sistema di apprendimento coerente con le politiche europee che ha l'obiettivo di aumentare il tasso di creatività attraverso l'individuazione dei luoghi della “città creativa”.
 
Per questo motivo sono state prese le mappe tematiche del comune di Bassano e trasferite in una mappa interattiva che utilizza la piattaforma http://umap.openstreetmap.fr/it/Potete vedere la mappa al link: http://umap.openstreetmap.fr/it/map/bassano-knowledge-city_8303#13/45.7858/11.6994
 
Abbiamo suddiviso i luoghi del sapere in livelli che raggruppano gli asili nido, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie, le scuole secondarie di primo grado e le scuole secondarie di secondo grado. I luoghi della creatività sono stati suddivisi in musei, teatri e cinema.
 
 
Abbiamo poi mappato la connettività, individuando la rete wi-fi gratuita http://wifi.diesel.com/portal/desk/map.php, perché questa infrastruttura è importante per garantire la connettività delle persone (P2P), la connettività delle cose (M2M) e delle persone con le cose (P2M). È di ieri la notizia che agli internazionali di tennis di Roma le racchette sono state connesse a internet (http://www.repubblica.it/sport/tennis/2014/05/14/news/racchette_2_0-86158498/).
 
Il passo successivo sarà quello di integrare il modello “sistema di apprendimento” con l’uso sostenibile delle risorse.
 
Per capire questo abbiamo applicato una metodologia di progettazione che utilizza i principi proposti dall’UE:
-illimitatezza della creatività umana come bene illimitatamente disponibile,
-intangibilità delle risorse naturali che devono sempre essere ricostruite nel processo progettuale,
-resilienza e inclusività che sono la base di un modello di amministrazione "aperto".
 
Il nostro obiettivo è quello di minimizzare il consumo di risorse naturali, eliminando i rifiuti e le emissioni, producendo energia da risorse naturali, lavorando per l’autonomia alimentare, costruendo edifici ed infrastrutture a basso impatto e attivi.
 
Abbiamo iniziato con il calcolo dell’impronta ecologica per avere un’idea della misura di eccesso di pressione sul territorio di Bassano esercitata dall’uomo. Il valore ottenuto è di 34 volte maggiore rispetto alla capacità biotica del territorio. Questo dato ci permetterà di fare delle riflessioni sulle cause di questo eccesso.
 
Lo scopo ora sarà quello di abbassare la pressione ambientale e per farlo seguiremo gli standard al 2030 e 2050 dei programmi UE e di Rio+20http://www.uncsd2012.org/7issues.html
 
Il tema del progetto che emerge è quello della riconversione delle aree limitrofe ai nodi creativi, cercando di individuare gli stimoli innovativi, che lo strumento urbanistico esistente (PAT), con scopi obsoleti, non riesce ad individuare.
 
Al centro del progetto BKC Bassano Knowledge City ci deve essere la cloud che accoglie i cittadini e il sapere e collega le scuole, le biblioteche, i musei, ecc. ai luoghi della creatività e alla produttività della natura e lo comunica ai cittadini.
 
La nostra idea è quella di identificare la performance della nuova occupazione dando opportunità ai "nuovi comuni" (studenti e gestori della conoscenza) di coinvolgere le imprese locali per creare nuove opportunità di lavoro connesse ai mercati internazionali.
 
http://www.vodblogsite.org/indice-blog/549-affrontare-felicemente-le-innovazioni.html
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L’architetto come un personal trainer che coglie il cambiamento

 

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L’architetto come un personal trainer che coglie il cambiamento

Da Rotterdam all’Italia passando per il Giappone

"L’evoluzione è connettiva, a tutto campo, coevolutiva. Non c’è luogo, né uno stile né un’identità così grande per abbracciarla tutta. L’innovazione non è solo tecnologica e scientifica, né tantomeno estetica: l’innovazione è antropologica, riguarda anzitutto il nostro set cognitivo e percettivo, le nostre relazioni, le forme di vita.” Franco Bolelli, 2013.

Il 24 maggio 2014 si inaugura a Rotterdam la sesta edizione della Biennale Internazionale di Architettura, http://iabr.nl/ nella Kunsthal progettata da Rem Koolhaas (http://www.designboom.com/architecture/oma-renovates-the-kunsthal-in-rotterdam-02-12-2014/?utm_campaign=daily&utm_medium=e-mail&utm_source=subscribers).

Il titolo della Biennale è “Urban by Nature”, curatore l’architetto olandese Dirk Sijmons.

Il tema è la possibilità di risolvere i problemi ambientali globali, a partire dal ripensamento della progettazione urbana. Se sapremo vedere la città come un ambiente urbano ecologico, analizzare la sua struttura, il suo metabolismo, e comprendere e utilizzare i processi dei suoi flussi, potremo rendere la città più resiliente e quindi agire per contribuire ad un futuro più sostenibile.

Ma quali sono i flussi che vanno ripensati all’interno della città? Pensiamo ai rifiuti, alla mobilità, alla produzione e ai servizi delle risorse naturali, all’acqua, alle infrastrutture per l’energia e ai Big Data. Nei progetti sostenibili questo sistema complesso è vincolato dalla riduzione del consumo delle risorse naturali e dallo sviluppo delle risorse umane.

Le convenzioni internazionali indicano degli obiettivi da raggiungere per utilizzare al meglio il territorio naturale (e prevenire ad esempio le catastrofi ambientali che ogni mese siamo costretti a conteggiare, alluvioni, ecc). L’impronta ecologica entro il 2030 dovrà scendere a 2,1 ha/persona dalla attuale media di 4,1 ha/persona; la biodiversità dovrà crescere entro il 2030 del 40% per quanto riguarda le aree protette, del 20% i servizi e del 60% i prodotti.

Per quanto riguarda il contenimento dell’uso delle materie prime, gli obiettivi nel 2030 sono la riduzione dell’uso del cemento del 20%, della ghisa del 20%, dell’alluminio del 20%, del legno del 15% e l’aumento della capacità di banda nelle telecomunicazioni a 40 Mb.

Questi obiettivi si potranno raggiungere in Italia se aumenteremo la nostra capacità di innovazione e la capacità di collegarci ai flussi più vivaci della cultura creativa cogliendo l’opportunità del cambiamento in atto.

Ho assistito il 4 maggio a Verona alla lectio magistralis dell’architetto giapponese Kengo Kuma (http://www.professionearchitetto.it/mostre/notizie/19366/Kengo-Kuma-Power-of-place) e ho potuto constatare che queste tematiche sono la base culturale dei suoi progetti più recenti.

Il suo metodo progettuale ha come base la ricerca di materiali con una bassa energia incorporata (http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_grigia), attraverso l’uso di materiali locali reperiti nel raggio di 15 km dal cantiere (il cantiere stesso è un materiale di costruzione), la collaborazione con artigiani del luogo, la sostituzione del cemento con materiali “morbidi” naturali e rinnovabili (legno, carta, acqua, …) fino all’utilizzo di bit al posto della materia.

Kengo Kuma ha quindi una visione antropocenetica dell’architettura, in cui i cicli di vita dell’edificio sono brevi, attraverso elementi di facile smontaggio o ampliabili con flessibilità, e il cui obiettivo è l’integrazione effettiva con l’ambiente naturale.

Queste idee negano il concetto tipico di alcune architetture del XX secolo, secondo cui la finitura e la struttura portante sono elementi separati e immutabili, estranei all’ambiente circostante. Per infohttp://issuu.com/jiib/docs/kkuma.

Un altro importante riferimento per capire il nuovo approccio bio-tecnologico che sta percorrendo l’architettura è l’esposizione svoltasi a Rotterdam intitolata: ”Biodesign: Exhibition on the Cross-Pollination of Nature, Science and Creativity”, in cui vengono sperimentati veri e propri materiali da costruzione biotici ottenuti dalla manipolazione di alcune sostanze o elementi naturali (funghi, piante, ecc..) oppure dall’imitazione delle forme naturali (aggregazioni cellulari, ecc..)  http://www.biology-design.com/

Quello che dobbiamo capire è che l’architetto di oggi deve avere la capacità di combinare scenari cioè deve generare intravvedendo palinsesti creativi che vanno dal grande edificio allo smartphone.

In questo panorama l’architetto diventa una sorta di personal trainer, la figura chiave per la gestione di un mondo infinito di risorse.

Deve avere la capacità di combinare scenari innovativi a partire dalle indicazioni sul rispetto delle risorse ambientali e intravedere palinsesti creativi che vanno dal grande edificio allo smartphone.

Questa innovazione professionale sarà necessaria per adattarsi al modello di produzione che si sta avviando a livello mondiale.

Assieme al gruppo VoD Think Tank stiamo programmando la partecipazione alla prossima Biennale di Rotterdam.

Per chi viene, ci vediamo a Rotterdam in giugno!

 

“No matter try again, fail again, fail better / Non importa provare di nuovo, fallire ancora, fallire meglio.”, Job Koelewijn

 

Per qualsiasi informazione e suggerimento potete scrivermi a:arch.nicolapreti@gmail.com www.nicolapreti.com

Siti per architettura sostenibile:

Efficienza energetica

http://sustainabilityworkshop.autodesk.com/buildings/human-thermal-comfort

Architettura resiliente

http://en.wikipedia.org/wiki/How_Buildings_Learn

Sperimentazione architettonica

http://buckylab.blogspot.nl/

Biennale di Rotterdam 2014

http://iabr.nl/

VoD think Tank

http://www.vodblogsite.org/weblog.html

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