Mass Timber 2026: tutto quello che devi sapere per costruire in legno oggi (e nei prossimi 10 anni)

I dati, le tecnologie e le strategie che sono emersi dalla conferenza che sta ridefinendo il settore delle costruzioni in legno in Italia (riassuntone del Mass Timber 2026 pochi concetti, ma essenziali)

Costruire in legno nel 2026 non è più una scelta pionieristica. È una scelta industriale, normativa, economica. Ma è anche una scelta che richiede competenze nuove — e la consapevolezza che il mondo delle costruzioni sta cambiando più velocemente di quanto la maggior parte dei professionisti sia disposta ad ammettere.

Alla conferenza Mass Timber 2026 si sono confrontati ingegneri strutturisti, acustici, esperti antincendio, rappresentanti della filiera industriale e studi di progettazione tra i più strutturati d'Italia. Ne è uscita una fotografia nitida: delle opportunità enormi, dei rischi concreti, e di un settore che deve fare un salto di qualità organizzativo prima ancora che tecnico.

Questo articolo raccoglie tutto quello che è emerso. Non i titoli da convegno, ma i numeri reali, i dettagli tecnici che fanno la differenza, e le indicazioni operative per chi progetta, costruisce o commissiona un edificio in legno.

1. Il mercato: quanto vale davvero il legno strutturale in Italia

Partiamo dai numeri. Il mercato italiano delle costruzioni in legno vale circa 2,3 miliardi di euro e rappresenta il 7-8% del costruito nazionale. In Germania si costruisce il 30% in legno. La differenza non è tecnica — è di sistema.

I dati vengono dalla Federazione Filiera Legno, che ha raccolto circa 140 questionari dalle imprese associate con un grado di rappresentatività superiore al 60%. Sono numeri affidabili.

Dove si produce

Il Trentino Alto Adige resta la regione leader con il 20% della produzione. Ma la novità è la nascita di una "Lumber Valley" italiana: una direttrice produttiva da Milano a Verona dove stanno crescendo nuove realtà industriali. La Lombardia si è avvicinata ai valori del Trentino.

E il mercato sta scendendo verso sud: Toscana, Umbria, Marche e Lazio insieme fanno il 17% — erano al 5-6% pochi anni fa. Puglia e Sicilia orientale crescono nelle zone turistiche.

Cosa si costruisce (e cosa non più)

Il mercato residenziale si contrae. Le sopraelevazioni sono calate del 10% nel 2024. Il superbonus aveva trasformato il carpentiere in legno in un costruttore a tutto tondo. Oggi il costruttore fa l'ossatura — pareti e copertura — e poi se ne va.

I segmenti che crescono sono altri:

  • RSA e senior living — la popolazione invecchia e servono nuovi modelli abitativi

  • Hotel 4 stelle e oltre — un milione di nuovi turisti dai paesi emergenti sta ridisegnando il mercato

  • Studentati — modularità e velocità, dove il legno eccelle

  • Data center — il mercato più dinamico per investimenti in Italia

La fascia di imprese più attiva è quella sopra i 10 milioni di fatturato: realtà con un ufficio tecnico interno capace di dialogare con committenze strutturate.

Il PNRR: corsa contro il tempo

L'Italia ha ricevuto 101 miliardi dal PNRR, di cui il 52% per le costruzioni. Il legno ha vinto la sfida nelle scuole per velocità e sostenibilità. Ma entro dicembre 2026 le opere devono essere completate. Significa un'accelerazione senza precedenti — e la dimostrazione che il sistema Italia può (o non può) reggere volumi importanti.

2. Perché il futuro non è "tutto legno" ma ibrido

Se c'è un messaggio che è emerso con forza dalla conferenza, è questo: l'edificio ottimale non è fatto di un solo materiale. È fatto del materiale giusto nel punto giusto.

Acciaio e legno sono entrambi prefabbricati. Entrambi richiedono connessioni a secco, trasporto pianificato, montaggio studiato. Il livello di ingegneria è elevato — e sorprendentemente simile. Eppure, in Italia, gli specialisti dell'uno e dell'altro raramente si parlano.

Il motivo non è tecnico. È culturale. Quando una struttura nasce, o parte in acciaio o parte in legno. La vera ibridazione — quella consapevole fin dall'inizio — è ancora rara.

Cosa succede quando si combinano

I vantaggi sono concreti:

  • Il legno eccelle nelle grandi superfici, coperture, solai. Stocca carbonio. È veloce da montare

  • L'acciaio eccelle dove serve rigidezza puntuale, connessioni a momento, elementi snelli ad alta resistenza

  • Insieme risolvono irregolarità planimetriche senza stravolgere l'architettura

Un caso reale: una villetta in zona sismica 1 (massima accelerazione) con pareti di controvento mancanti in una direzione e sfalsate di 40 cm tra i piani. Soluzione? Portali in acciaio incastrati dentro le pareti di legno. Invisibili dall'esterno. Il progetto architettonico non è cambiato di una virgola.

Un altro caso: palestre PNRR con luci di 25 metri e altezze di 9 metri. Pareti di controvento in legno nel senso lungo, portali incastrati in acciaio nel senso trasversale. Il meglio di ogni materiale dove serve.

Il cliente lo vuole già

Un dato significativo dalla conferenza: un committente è arrivato con una fotografia di un progetto precedente e ha detto "lo voglio così — vetro, acciaio e legno". La scelta ibrida non nasce più dal calcolo. Nasce dalla visione del cliente. E si rivela sistematicamente la soluzione più efficiente.

3. Quanto inquina davvero ogni materiale: i numeri che nessuno ti mostra

Sui social media si vedono confronti tra materiali basati sulla CO2 per metro cubo. Raccontano metà della storia.

Il confronto corretto — presentato dal CTA (Costruttori in Acciaio) alla conferenza — divide l'impatto ambientale per la resistenza di progetto del materiale. Il risultato? Acciaio, legno e calcestruzzo sono nello stesso ordine di grandezza quando normalizzati alla funzione strutturale.

Ma con una differenza cruciale: la variabilità.

L'acciaio: un fattore 15 tra il peggiore e il migliore

Non tutto l'acciaio è uguale. L'impatto ambientale può variare di un fattore 15 a seconda della filiera:

  • Altoforno (da minerale): impatto elevato. È la filiera tradizionale

  • Forno elettrico (da rottame): l'84% del materiale viene recuperato. Il rottame vale circa 20 centesimi/kg, quindi c'è un interesse economico concreto nel riciclarlo

  • Riutilizzo strutturale: dal 2025 esiste una normativa europea che permette di "dare il tagliando" a travi esistenti e riutilizzarle. Riduzione del 97% dell'impatto

I ponti Bailey della Seconda Guerra Mondiale sono ancora in servizio dopo 70 anni. Il riutilizzo dell'acciaio non è un'idea nuova — ma ora è anche legale.

Il legno: non solo "basse emissioni"

Il legno ha una caratteristica unica: stocca carbonio. La pianta cresce assorbendo CO2, e quel carbonio resta nell'edificio per tutta la sua vita. Ma il settore sta evolvendo verso il bilancio del carbonio: non solo quanto carbonio è stoccato, ma il saldo netto tra assorbimento e emissioni di lavorazione e trasporto.

Dal 2028 questo bilancio avrà un valore di mercato concreto. Legno locale, filiera corta, specie caratterizzate: ogni scelta incide sul bilancio.

Il modello francese: quando la CO2 diventa permesso di costruire

La Francia ha introdotto un sistema che sta cambiando il mercato europeo. Il principio è quasi banale:

  1. Nel 2020 hanno fotografato la media di CO2/mq del mercato

  2. Hanno tracciato una linea che scende linearmente fino al 2050

  3. Per avere il permesso di costruire, devi stare sotto la soglia dell'anno in cui il tuo edificio sarà completato

Se il tuo progetto finirà tra 5 anni, devi rispettare la soglia di allora — non quella di oggi. Un ritardo di cantiere può far "scadere" il progetto.

Questo sistema arriverà anche in Italia. Chi si prepara ora avrà un vantaggio decisivo.

4. Il fuoco: l'elefante nella stanza (che non è poi così spaventoso)

Ogni volta che parli di costruzioni in legno, qualcuno alza la mano e chiede: "Ma il fuoco?"

Alla conferenza, un ricercatore dello ZAG sloveno (istituto nazionale per le costruzioni, a mezz'ora da Trieste) ha risposto con dati di laboratorio. Il suo messaggio: "Le costruzioni in legno possono essere sicure se realizzate correttamente."

La parola chiave è "correttamente". E la differenza la fanno i dettagli.

Come si comporta il legno al fuoco

Controintuitivamente, il legno ha un vantaggio rispetto all'acciaio. Quando brucia:

  • La superficie carbonizza a circa 300°C

  • Lo strato carbonizzato diventa un isolante naturale che protegge il legno sottostante

  • Il materiale residuo mantiene intatte le proprietà meccaniche

  • Il progettista può calcolare la sezione residua e dimensionare di conseguenza

L'acciaio, invece:

  • Conduce il calore rapidamente in tutta la sezione

  • A 500-550°C perde resistenza e rigidezza

  • Non cambia sezione, ma collassa per deformazione

  • Senza protezione, raggiunge la crisi molto velocemente

Il test che cambia la prospettiva

Un test su connessioni ibride legno-acciaio (connettore Lumera) ha confrontato due configurazioni identiche — una con fire strip (striscia intumescente), una senza.

Dopo 50 minuti alla curva standard di incendio:

  • Senza protezione: connettore a 350°C. Situazione critica

  • Con fire strip: connettore a 150°C. Perfettamente in sicurezza

Pochi millimetri di striscia intumescente fanno la differenza tra un fallimento e una resistenza sicura. Le viti, dopo il test, erano intatte. La carbonizzazione del legno, contenuta.

Il fuoco non è il nemico del legno. La superficialità progettuale lo è.

5. L'acustica: perché rispettare la norma non basta

Se stai progettando un edificio in legno, il rispetto dei limiti acustici di legge non è il problema. Il problema è che puoi rispettare la norma e avere comunque una casa dove si sente tutto.

Il limite di legge è un mono-parametro — un numero in decibel che sintetizza un comportamento in frequenza. Ma chi abita la casa non percepisce un numero: percepisce suoni a frequenze specifiche. E i sistemi a strati del legno possono creare "buchi" in frequenza — crolli localizzati del potere fonoisolante che la norma non penalizza ma l'orecchio sente benissimo.

Il dato che cambia tutto: il serramento domina

Due pareti opache in legno: una fa 50 dB, l'altra fa 60 dB. Dieci decibel di differenza — "il giorno e la notte" acusticamente.

Metti la stessa finestra in entrambe.

La differenza scende a 1 dB. Diventano praticamente uguali.

Il serramento è l'elemento più debole della facciata. Investire sulla parete opaca quando la finestra è mediocre è come costruire un muro altissimo con un buco al centro: il suono passa dal buco.

Dove investire davvero

  1. Sul serramento: vetro, telaio, classe di permeabilità all'aria

  2. Sul giunto serramento-parete: un metro di nastro resiliente mancante costa 5-6 dB. Come la bandella perimetrale nel calpestio: un dettaglio di posa che può vanificare tutto

  3. Sulle interruzioni strutturali: interrompere la facciata ai piani e disaccoppiare i solai sulla linea di confine tra unità può valere 8-10 dB

  4. Sulla fibra nei pacchetti: a parità di condizioni, la fibra minerale performa acusticamente meglio della fibra di legno all'interno dei sistemi stratificati

Il vero lavoro del progettista acustico nel legno è progettare il comfort — non il numero sulla carta.

6. La normativa che sta arrivando: CAM 2026 e direttiva EPBD

Due strumenti normativi stanno convergendo per ridisegnare le regole del gioco. Insieme, sono quello che la conferenza ha definito "il nuovo PNRR" per la filiera del legno.

I Criteri Ambientali Minimi (CAM 2026)

Entrati in vigore il 1 febbraio 2026. Tre anni di lavoro per produrli (dovevano bastarne 4 mesi). Si applicano ai contratti pubblici. Le novità principali:

L'analisi LCA diventa centrale. Non si valuta più solo l'impatto della costruzione, ma l'intero ciclo di vita — inclusi i costi di manutenzione.

Premio per i materiali rinnovabili. Per la prima volta in Italia, un articolo di legge premia chi costruisce con materiali rinnovabili. La soglia: 20% del peso della composizione complessiva. Il legno è il principale materiale che rientra in questa definizione. Significa punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici.

Qualifica obbligatoria dei posatori. A breve servirà un carpentiere qualificato con esperienza documentata nel settore legno. Non basterà più un generico operaio edile.

Certificazione catena di custodia (PEFC/FSC) richiesta per i prodotti a base legno. Con una semplificazione: se il costruttore principale è certificato, i subappaltatori possono essere esonerati dalla propria certificazione.

La direttiva EPBD

Le scadenze:

  • Dal 2028: tutti i nuovi edifici pubblici ad emissioni zero

  • Dal 2030: tutte le nuove costruzioni ad emissioni zero

  • Eliminazione graduale delle caldaie fossili

  • Uno sportello ogni 80.000 abitanti per supporto tecnico alla riqualificazione

"Emissioni zero" non significa "efficienza zero". Significa che il Global Warming Potential diventa un parametro di progetto obbligatorio. Chi sa calcolare un bilancio del carbonio favorevole — legno, acciaio riciclato, filiere corte — avrà un vantaggio normativo misurabile.

L'Italia è in ritardo sul recepimento. Ma il treno è partito. E chi si farà trovare pronto quando arriverà il Piano Nazionale di ristrutturazione avrà davanti un mercato senza precedenti.

7. Come deve cambiare l'organizzazione professionale

Alla conferenza è stata detta una frase che vale più di un trattato: "Non conosco nessun altro settore industriale dove il cliente riceve la progettazione esecutiva, seleziona un'impresa, e l'impresa nel 97% dei casi la contesta."

Questo è il problema strutturale del settore italiano delle costruzioni. Non è tecnico — è organizzativo.

Il caso emblematico

Progetto: nuova sede dell'ingegneria all'Università di Modena. Il team di progettazione seleziona subito l'impresa, per lavorare insieme sulle scelte tecnologiche. Progetto con molta prefabbricazione.

Alla consegna dell'esecutivo, l'impresa si presenta con due avvocati. Sei mesi persi a contestare le scelte progettuali. Il vero motivo: era organizzata per costruire in opera, non in prefabbricazione.

Sei mesi. A discutere. Su scelte che avrebbero dovuto essere condivise dall'inizio.

Dal vantaggio competitivo al vantaggio collaborativo

La proposta emersa dalla conferenza ribalta il paradigma tradizionale. Il vantaggio competitivo è un gioco a somma zero: se uno vince, l'altro perde. Il vantaggio collaborativo è un gioco dove si sblocca il mercato giocando insieme.

Ma richiede qualcosa di difficile: essere disponibili a rinunciare a una parte della propria autonomia.

Perché funziona:

  • Per il mercato: garantisce continuità di processo, qualità lungo la filiera, affidabilità

  • Per i partner: accesso a opportunità che da soli sono precluse, condivisione reale delle competenze, maggiore presenza sul territorio

Oggi, studi strutturati con 50 milioni di fatturato si trovano a dover rinunciare al lavoro perché non hanno abbastanza progettisti. La domanda c'è — mancano le organizzazioni capaci di rispondere.

Due progetti che dimostrano il modello

Zucchetti Village, Lodi — 25.000 mq. Trasformazione di un vecchio centro commerciale nella sede di Zucchetti. Serra climatica con copertura in legno. Completato e consegnato nel 2025.

Nuova sede RAI, Milano — 12.500 mq nei vecchi padiglioni della Fiera del Portello. Struttura portante in legno. Prima pietra a inizio 2026. Per la prima volta, la tecnologia costruttiva in legno per un edificio con questa visibilità pubblica.

Entrambi nati da un approccio dove progettazione e costruzione si parlano dall'inizio.

8. Le connessioni: dove il progetto diventa reale

Nelle strutture in legno, la connessione è il punto critico. È lì che convergono le forze, che si gioca la duttilità, che il disegno diventa cantiere.

E c'è un fatto che molti progettisti del legno sottovalutano: oltre un certo livello di complessità, stai progettando acciaio.

Non fermarti a Johansen

Le formule di Johansen (European Yield Model) danno il numero di connettori. Ma il piatto metallico che riceve quei connettori deve essere verificato a parte: flange a trazione e compressione, anima a momento-taglio, instabilità locale, ancoraggi a terra.

Alla Certosa di Bologna, una corona metallica di 3 metri di diametro collega le travature di un cono alto 15 metri. Chiamarla "collegamento" è come chiamare un ponte "un giunto". È un componente strutturale — e richiede una progettazione d'acciaio completa.

La durabilità che non ti aspetti

Alle Terme di Saturnia, l'acqua a 37°C con agenti chimici aggredisce l'acciaio ma non il legno. Le connessioni hanno richiesto acciaio inossidabile AISI 304 — con resistenza di calcolo inferiore (circa S195 invece di S235). Un dettaglio che cambia il dimensionamento.

La regola: il progettista esprime la classe di esposizione alla corrosione (da C1 a C5). Non è suo compito scegliere il trattamento, ma è suo compito prescrivere la classe. In zona marina (C5M), i tiranti esposti richiedono protezioni specifiche — e il progettista che non le prescrive si assume una responsabilità.

9. Rigenerare le città italiane con il legno

Milano aveva 1.700.000 abitanti negli anni '80. Oggi ne ha 1.400.000. Ma nel frattempo ha costruito più abitazioni, più uffici, più centri commerciali. Meno persone, più edifici.

Quanti edifici sono stati demoliti in Italia negli ultimi dieci anni? Pochissimi. Non abbiamo sostituito — abbiamo aggiunto. Il consumo di suolo si è rallentato ma non fermato.

La sfida dei prossimi anni non è costruire nuovo. È trasformare l'esistente. E il legno può giocare un ruolo centrale — a patto di saper dialogare con la muratura e il cemento armato che troverà.

Dove il legno serve nelle città

  • Sopraelevazioni: la leggerezza del legno permette di aggiungere piani senza sovraccaricare le fondazioni

  • Cappotti strutturali: efficientamento energetico e consolidamento in un unico intervento

  • Cambi di destinazione d'uso: modularità e velocità per trasformare uffici vuoti in residenze o studentati

Ma attenzione: rivestire un edificio con carenze strutturali nascoste con un cappotto isolante è come mettere un cerotto su una ferita infetta. La diagnostica strutturale deve sempre venire prima dell'efficientamento energetico. Sempre.

La direttiva EPBD cambia la scala

La direttiva non ragiona più per singolo edificio. Ragiona per quartiere. Interventi standardizzati, replicabili, su scala urbana. Questo richiede programmazione industriale, non solo competenza tecnica.

La domanda è: quanti cantieri simultanei può permettersi l'Italia? L'esperienza del superbonus ha mostrato cosa succede quando la domanda supera la capacità del sistema.

10. Edifici alti in legno: lo stato dell'arte nel mondo

Se ne parla più di quanto se ne costruisce. Ma il trend è chiaro e la crescita è reale.

La mappa mondiale degli stabilimenti CLT vede la Germania a 19, Italia e Austria a 5 ciascuno. L'Italia non è marginale — ma la capacità produttiva da sola non basta. Servono professionisti, normative, committenti e industria allineati.

La lezione più importante: non esiste più il "materiale puro"

La fase in cui ogni sistema costruttivo competeva per la supremazia è finita. Negli edifici alti, il legno funziona come portatore sano di sostenibilità: stocca carbonio, velocizza il cantiere, piace agli investitori. Ma il calcestruzzo lavora dove serve compressione, e l'acciaio dove servono connessioni e rigidezza.

L'edificio alto ottimale è un sistema integrato. Non una dichiarazione di fede in un materiale.

Cosa serve all'Italia

  1. Ricerca sulle specie legnose nazionali: per caratterizzare le latifoglie italiane si è dovuti andare a Monaco perché in Italia non c'era la macchina da prova. Un gap inaccettabile

  2. Reti di PMI per i mercati esteri: da sole, le piccole imprese italiane non hanno massa critica per competere con l'industria centroeuropea

  3. Formazione integrata: il CTA sta già organizzando corsi congiunti legno-acciaio. Questa è la direzione

  4. Il bilancio del carbonio come strumento di mercato: dal 2028 avrà un valore economico. Chi lo sa calcolare, vince

Cosa fare adesso: le indicazioni operative

Se sei un progettista, un costruttore o un committente che lavora (o vuole lavorare) con il legno strutturale, ecco le azioni concrete che emergono dalla conferenza Mass Timber 2026:

Se progetti:

  • Impara a progettare l'ibrido. Il futuro non è legno puro — è legno + acciaio + calcestruzzo dove serve

  • Specifica sempre l'origine dei materiali: un acciaio da forno elettrico ha un impatto 15 volte inferiore a uno da altoforno

  • Proteggi le connessioni metalliche dal fuoco con fire strip. Pochi millimetri cambiano tutto

  • Investi sul serramento, non sulla parete opaca. In acustica, il serramento domina

  • Anticipa la normativa: il modello francese RE2020 arriverà anche qui

Se costruisci:

  • Qualifica i tuoi posatori. I CAM 2026 lo renderanno obbligatorio

  • Mantieni la certificazione PEFC/FSC sulla catena di custodia

  • Coordinati con le lavorazioni successive: non basta montare l'ossatura e andarsene

  • Gestisci l'acqua con le pendenze, non solo con le membrane

Se commissioni:

  • Coinvolgi l'impresa fin dalla progettazione. Sei mesi di contenziosi post-esecutivo sono sei mesi persi

  • Chiedi il bilancio del carbonio del tuo edificio. Dal 2028 avrà un valore di mercato

  • Pretendi un progetto acustico in frequenza, non solo il mono-parametro normativo

  • Investi nella diagnostica prima di riqualificare: non coprire ciò che non conosci

Il settore delle costruzioni in legno in Italia vale 2,3 miliardi di euro ed è destinato a crescere — a patto che sappia strutturarsi, collaborare e innovare. Le competenze ci sono. La normativa sta arrivando. Il mercato chiede.

La domanda non è se il legno strutturale avrà un futuro in Italia. La domanda è chi sarà pronto a coglierlo.

Contenuti basati sulla conferenza Mass Timber 2026. Ringrazio tutti i relatori che sono intervenuti per i loro contributi.

www.nicolapreti.it